Cap. VI. Como frate Venturino venne a Roma colle palommelle e dello campanile de Santo Pietro lo quale fu arzo
Da Vitervo entrano in Roma. Ora la fama de frate Venturino de Bergamo forte ventava a Roma. Dicevase ca voleva aconvertire Romani. Quanno fu ionto, fu receputo in Santo Sisto. Là predicao. Soa iente moito pareva ordinata e bona. La sera cantavano le laode. Bene ivano ad ordine. Uno confallone de zannato arrecavano, lo quale donao alla Minerva. Allo dìe de presente penne nella voita della Minerva sopre la cappella de missore Latino. Ène de zannato verde, luongo e ampio. Drento stao penta la figura de santa Maria. De·llà e de cà staco penti agnili, li quali sonano viole, santo Domenico e santo Pietro martire e aitri profeta. Quello segnale lassao. Puoi predicao in Santa Maria Minerva lo dìe della Annunziazione. Puoi predicao in Campituoglio, nello parlatorio. Tutta Roma trasse per odire soa predica. Forte tenevano mente Romani. Queti stavano. Ponevano cura se peccava in faizo latino. Allora predicao e disse ca sciogliessino le calzamenta delli piedi loro, ca la terra dove stavano era santa. E disse che Roma era terra de moita santitate per le corpora le quale in essa iaccio. Ma Romani so' mala iente. Allora li Romani se ne risero. Puoi se domannao una grazia e uno dono a Romani. Da vero che·llo ioco de Nagoni non era fatto. Disse frate Venturino: Signori, voi devete fare una vostra festa la quale gosta moita moneta. Non vao né per Dio né per santi; anche se fao per idolatria, in servizio de demonio. Questa pecunia datela a mi. Io la despenzaraio per Dio alli uomini necessitosi, li quali non puoco fornire lo tiempo fi' allo sudario vedere". Allora li Romani se comenzaro a fare gabe de esso e dissero ca era pascio. Così dicenno non più demoraro, anche se levaro in pede e partirose e lassarolo solo. {C}{C}Puoi predicao in Santo Ianni. Romani non lo volevano odire, anche ne facevano la caccia. Allora se desperava dell'ira e sì·lli maledisse e disse ca mai non vidde più perverza iente. Non comparze più. Anche se partìo de secreto e gìone fòra de Roma. Ionze in Avignone. Lo papa lo privao dello predicare. In questo tiempo uno folgoro ferìo lo campanile de Santo Pietro e tutto lo cucurullo arze. Le campane non toccao. Anche in questo tiempo morìo papa Ianni, dello quale ditto ène. Quanno approssimao a morte, revocao lo errore de chi diceva ca·lle anime delli beati non veiono Dio de faccia. E disse ca ciò che avea ditto avea ditto per disputazione fare.



