[1] Già edito da R. Valentini e G. Zucchetti in Codice topografico, IV, pp. 75-88, dal ms. I, ff. 72r-74v della biblioteca del monastero di Monserrat, scritto tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo (il Memoriale sarebbe databile al 1399 circa), che prende il nome di Llibre Vermell. Il presente testo è stato rivisto sul facsimile: Llibre Vermell de Montserrat. Edició facsímil parcial del manuscrit núm. I de la Biblioteca de l’Abadia de Montserat, intr. a cura de Dom F. X. Altés i Aguiló, Barcelona 1989, consultabile, sia pure a risoluzione non eccezionale, nel sito internet della biblioteca dell’abbazia.
[2] Nel ms. a Sancti Martini segue Sancte Potenciane deleto.
[3] Nel ms. est è ripetuto due volte, compendiato in fine di rigo e per esteso all’inizio del rigo successivo.
[4] Sulle pitture dei Santi Quattro vd. Pittura medievale a Roma. Corpus e atlante, a cura di S. Romano …
[5] Valentini e Zucchetti rilevano che il numero delle chiese risultante dai cataloghi si aggira fra le 450 e le 470, ma l’iperbolica cifra del Memoriale riferita da qualcuno che evidentemente viveva in città, trova riscontro in alcuni libretti di indulgenze del XIV e del XV secolo (cf. Huelsen, Le chiese …, pp. xxiv-xxv).
[6] In questo come in altre occorrenze di–ius nel ms. è omessa la u.
[7] Si tratta delle cosiddette Murate di San Pietro.
[8] dicta ecclesia ms, corr. Valentini – Zucchetti
[9] L’Alfarano (p. 13) ricorda la copertura della navata centrale magnis aereis tegulis … ex aere Corinthio.
[10] Il ms. ha palmum; è saltato nella copiatura il numero di questi palmi.
[11] Trattasi della cosiddetta colonna santa o degli spiritati o di Nostro Signore.
[12] Piccola chiesa che, fino all’inizio del XVI secolo, si apriva sulla piazza di san Pietro presso Santa Maria de Virgariis (cf. Armellini, p. 963).
[13] isti ms., corr. Valentini - Zucchetti
[14] ara corr. Valentini – Zucchetti inscriptionem secuti, quae tamen emendatio reicienda videtur
[15] Tiburcii post Arthemi del. in ms.
[16] A baselice nel ms. segue una parola che non sono riuscito a leggere nel facsimile, complice l’inchiostro rosso e una macchia che la oscura: sembrerebbe ecclesie compendiato.
[17] Ci si aspetterebbe in ede
[18] Su San Silvestro in Capite vd. V. Federici, Regesto del monastero di S. Silvestro de Capite, «Archivio della Società Romana di Storia Patria», XXII (1899).
[19] A devotissima segue no deleto.
[20] Questa notizia non trova conferma in altre fonti.
[21] Ci si aspetterebbe similis, ma il testo non sembra da emendare.
[22] In realtà l’elenco delle reliquie della basilica attesta che le colonne del tempio di Salomone erano state già portate a Roma su ordine di Tito e Vespasiano.
[23] La basilica fu officiata in origine dai chierici e poi dai monaci dei monasteri vicini; i Benedettini, fuggiti da Montecassino per l’incalzare dei Longobardi, si stabilirono nel monastero di San Pancrazio, nelle vicinanze del Laterano, e lì alcuni di loro rimasero anche dopo che i confratelli furono tornati a Montecassino.
[24] Ad ecclesia segue sim deleto.
[25] Il monastero di San Paolo nacque dai monasteri di S. Cesario e S. Stefano regnante Gregorio II, in cui nella prima metà del X secolo si erano trasferiti i Cluniacensi.
[26] La chiesa di S. Ciriaco in thermis Diocletiani, titolo cardinalizio, forse in rovina quando fu redatto il Memoriale.
[27] La presenza di questa vasca è testimoniata anche dal Muffel e in documenti raccolti dal Lanciani in Storia degli scavi …, I, pp. 15 e 60.
[28] Papa Sisto II era sepolto sulla via Appia.
[29] Il ms. ha oms (con compendio) indulgentia.
[30] Le catacombe di Priscilla si trovano sulla via Salaria.
[31] Cf. Cecchelli, Studi e documenti sulla Roma sacra, I, pp. 28 e sgg.
[32] Cf. G. Ferri, Le carte dell’archivio liberiano, «Archivio della Società Romana di Storia Patria», XXVII (1904), pp. 153 e sgg.
[33] Vi risiederono prima monaci greci, poi i Cistercensi e quindi, a quel che pare, gli Armeni (intorno al 1305).
[34] Athanasii ms., corr. Valentini – Zucchetti. Il capo del martire persiano Anastasio fu portato nel monastero ad Aquas Salvias verso la fine del pontificato di Onorio I.
[35] La chiesa fu concessa all’ordine dei Servi di Maria nel 1368.
[36] Ista est è scritto in fondo alla pagina a mo’ di parola di richiamo, segno evidente che è caduto un fascicolo, e con esso il resto del Memoriale.



